Oplà

Oplà, i giuochi sono fatti e, finalmente, la cittadinanza democraticamente sottoposta al ricatto, a quest' ultimo ha ceduto e, obtorto collo, s' é capata le zecche da portarsi addosso per un lustro.
Il vecchiume dei nuovi eletti é palese e arcinoto e se é pur vero che i fuorusciti hanno brillato solo per arroganza e clientelismo, che cazzo s' aspettano i tarquiniotti da questa sconvolgente ventata di muffa?
Sappiamo tutti benissimo che, nella migliore delle ipotesi, potremo sperare nello stesso clientelismo, magari un po' più buonista, o meglio, insipiente e pretenzioso.
A questo punto, le cime, i sempregalleggianti, i girafrittate, ecc. perché , avendo triturato i coglioni di chiunque pre, durante e post campagna elettorale, ancora insistono e persistono con dotte deduzioni, illuminanti intuizioni, faconde prospezioni sui fulgidi destini della merda di democrazia prodotta dall' ultima purga elettorale? Forse sono come le mosche?

e.b.

Tarquinia, 24/06/2007
Quando una popolazione non ha, o perde il valore della storia e della memoria e non apprezza il patrimonio culturale, artistico e architettonico ereditato, senza merito o impegno, é una popolazione che vale meno delle quattro lire per le quali si prostituisce e prostituisce il suo patrimonio, a ciò opponendo solo qualche accenno di contrarietà mediante mesti mugugni da bar.
Le immagini, superando i dubbi, palesano, confermano e convalidano quanto sopra.

Tarquinia 30/04/07

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B.F.

Il famigerato 2006 sta spirando fra sospiri di sollievo e preoccupazioni per l' eventuale futuro.
Nella frazione di pianeta individuata come penisola Italica che ospita nel cuore una zona chiamata Tuscia, le cose non vanno bene, la dottrina del Finto prevale e pervade soffocando l' essenziale e occludendo coscienza e intelletto senza lasciar intravedere spiragli d' evoluzione.
Gli esorcismi di fine anno, con le consuete orge carnacialesche spacciate come tradizioni natalizie, hanno riproposto i soliti riti, dispendiosi e cafoni, accolti e partecipati con l' usuale beota letizia condita dall' ammammalucchimento da aborigeni al cospetto dei vetrini colorati.
L' amministrazione tarquiniese, affidando la gestione pubblica della cultura ad un furiere coadiuvato da qualche associazione di dilettanti allo sbaraglio, recentemente partorite dallo stupro perpetrato tramite z.t.l., ha ripetuto e rinnovato le oscenità degli ologrammi da baraccone vomitati sulle strutture medievali e rinascimentali mentre qualche "solito amico" ha provveduto ha sbrodare il tutto con luminarie e grafiche da parrocchietta di borgata.
Questo nella terra degli Etruschi, nella città dei Vitelleschi, dei Castellesi, di Cardarelli e di Titta Marini, col beneplacito d' una popolazione senza memoria e che sembra incapace di vedere oltre le punte dello stivale griffato dell' anno scorso.
Per questo e per molto altro non sembra una buona fine che, speriamo, non preluda ad un pessimo inizio.
Auguri
e.b.
Tarazum - zum - zum

C'era una volta, in un'antica città, una fiera paesana che si svolgeva ogni hanno con l'arrivo di Maggio. Era una festa che richiamava gente dai borghi vicini e si svolgeva secondo i ritmi e le tradizioni della civiltà nata dalla terra e sviluppata senza perdere l'essenziale semplicità delle origini.
Oggi, di tutto ciò, é rimasto invariato soltanto il giorno sul calendario, mentre l'attuale manifestazione ,nel crescere in dimensioni, ha fagocitato lo spirito della tradizione involgarendo anche i luoghi che la ospitano senza apportare quei benefici economici e d'immagine che la caratterizzavano.
Ridimensionare le pretese, rivedere l'organizzazione ridefinendo spazi e caratteristiche merceologiche, forse potrà produrre una fruizione dell'evento in funzione del paese e non il contrario,ripristinando la strategia mirata ad uno sviluppo sicuro e costante, fondato su un' evoluzione compatibile e non su un bailamme di qualche giorno che lascia il tempo che trova e un surplus d'immondizia.
enzo bocchio Tarquinia, 05, 05, 2006
Fiere di Maggio

E in lontananza appare una turrita città, dall' aspetto nobile e fiero, guarda il mare e la campagna dal colle che la sostiene.
Salendo s' incontrano le antiche mura dove s' apre l' ingresso e si sviluppano le vie fiancheggiate da bei palazzi e, qui la situazione si fa strana; la città infatti sembra assediata all'interno, le strade principali sono intasate da tende e baraccamenti attorno ai quali fluidifica un' umanità eterogenea e sciabordante accompagnata da sonorità disarmoniche, primordiali, d' altre terre, e ke kazz' é????

Tarquinia 30/04/2006

E.... la Madonna!

E' ormai tradizione. Come un certo alto prelato s' accosta ad un bamboccio con sembianze da
Madonna, quest' ultimo che fa? Ma piagne ovviamente.
Nessun miracolo, certi alti prelati hanno sempre avuto il potere di far lacrimare ben altro e ben
altri.

02/04/2006
Sepolture

" Anche la speme, ultima dea, fugge i sepolcri "..... E l' agonia socio-culturale del paese che, per una visione ottimistica, ha più d' un piede nella fossa e sta rendendo la speranza oltremodo evanescente, incorporea, utopica.
La corruzione morale, intellettuale e materiale che viaggia a gonfie vele esaltando il superfluo eludendo l' essenziale, ha condotto la speranza al passo delle Termopili per arginare la sterminata truppaglia dei satrapi che, eleganti come becchini, biascicano le loro giaculatorie a beneficio di coloro che intendono scannare, come il porcaro blandisce la scrofa per fregargli il porcellino.
Ovviamente qualche benpensante, buonpensante, arRuinato, apparrocchiato, ecc. può liquidare certe costatazioni come qualunquistiche, anarcoidi, eversive, ecc. ; ma probabilmente sarà uno stimato professionista, un luminare della scienza medica obiettore di coscienza, un porporato della senescenza o uno spalmatore della Rai pubblica e privata ( d' onestà, d' indipendenza, d 'etica ) o il portiere del 13 che, insieme, possono essere una sola persona la quale pretenda, mediante stereotipi rancidi d'argomentare e difendere privilegi e posizioni magari acquisiti per meriti altri.
Nelle attuali inquadrature non appare nessun Sansone, molte Dalila, moltissimi Filistei e i Farisei, sepolcri imbiancati abbacinanti, sommergono le pietre del Foscolo, poste a memoria dei corpi di uomini e donne, umanamente uomini e donne.