San Valentino aperto

Due giorni or sono, nella ricorrenza di san Valentino, in quel di Corneto, nel salone del Consiglio Comunale, s' e' tenuta una sessione aperta per discutere e votare una delibera prodotta dalla provincia che esprimeva parere contrario sul "caso" centrale a carbone.
All' evento sono stati invitati tutti, pappaveri e pappere, con relativo e notevole impiego di forze dell' ordine per garantire l' incolumita' dei partecipanti, palesare la presenza dello Stato e l' assenza di molti dei pappaveri .
Fra le pappere, oltre ai politici locali, si notavano i milipochi del ridimensionato movimento no-coke che, mentre il sindaco era impegnato ad illustrare le dimensioni dei propri attributi sessuali, hanno pensato bene di starnazzare come le famose oche capitoline per impedire ai rappresentanti delle controparti d' esporre le loro miserabili ragioni con i consueti argomenti di lana caprina.
Forse c' era bisogno di dimostrare l' elevato livello della coscienza democratica che alberga nell' intimo d' una parte degli esponenti no-cocke per apprezzarne l' acume per cui non s' arriva a capire che, certe controparti, piu' s' esprimono e piu' si danno la zappa sui piedi; forse saranno della stessa pasta? Forse si, visto che insistono a stampare i 70/100 con un carattere in corpo da volantino e, ultima news, con l' aggiunta di vignette policrome da giornaletto delle medie inferiori.
Signori, l' enel e' una cosa seria, la centrale e' una cosa seria, i danni che faranno saranno ancora piu' seri di quelli che hanno gia' fatto, qualche sindaco e qualche geometra ne sono la dimostrazione.
Sindaci e geometri che, essendo impegnati in ben altro, nemmeno propongono qualche modifica ai piani regolatori per agevolare l' edilizia ecocompatibile, le coperture a pannelli fotovoltaici e quant' altro ci possa liberare dal tumore enel che, pero', ci regala le macchine per la T.A.C.
Tenetevi in saccoccia la commozione perche' ,tanto, le paghiamo noi.
Saluti e starnazzi

e.b.

Tarquinia 16/02/08
W Il Carnevale

Fra frittelle, frattaglie, castagnole, coriandoli , stelle filanti, cartapesta e fintume vario e variopinto si sta consumando il Carnevale mentre il governo italiota s' e' gia' consumato, aprendo il veglione dei trombieri, spifferai, tamburisti, flautolentisti e flautosveltisti, tutti affannati e stretti nelle loro cravatte per soccorrere la pseudo-democrazia pericolante asfissiata dalla monnezza di Napoli, di Palermo, di Roma [vaticano piu' che compreso], Milano, Torino, Venezia ecc. ecc.
Purtroppo la monnezza inorganica e organica inerte e' ben poca cosa rispetto a quella dinamica e rantolante, la prima e' un problema, la seconda un morbo.
Apprezzato il livello della sanita' istituzionale, morale e intellettuale, raggiunto dal tessuto sociale nazionale e' piu' che probabile, alla fine della fiera, si rimediera' una toppa peggiore del buco se, come cura del predetto morbo, ci verra' prescritto l' ennesimo clistere in forma di votazioni.
Tale eventualita' ci procurera' un trimestre abbondante di seduta sulla tazza per smaltire la diarrea mediatica che si dovra' subire per debellare un cancro rimpiazzandolo con un tumore.
In piccioli, l' operazione verra' a costare circa 300 miliardi di euro per rimborsi elettorali ma, si sa, la democrazia ha i suoi costi; secondo me sarebbe piu' conveniente Ali Baba, almeno i ladroni sarebbero solo 40.

Saluti e limoni

Natale bestiale

In un dicembre semitropicale, il fermento cerebrale cornetano s'é riunito nel salone del consiglio comunale e ha annunciato il parto dell' ennesimo "fregantò co' la cipolla" che, alla fine della fiera, costerà più dell'Aida di Zeffirelli.
Mercoledì 6 dunque, assessori roboanti, cosiglieri zoccolanti, sottosorci impenitenti, presidenti compiacenti, ciafrullotti felici e contenti, poco pubblico fatt'apposta, stampa locale, nientepopodimenoche un creativo, e meno male ch' era uno solo, tutti affabilmente riuniti sotto l' ala d' una cortese dama, rappresentante dell' associazione per la ricerca sul cancro, che ha fornito il tappo al bugliolo.
Ovviamente il menu dei patrocinanti é nutritissimo, manca solo l' "Osteria del Topo Cieco", ma forse perché non c' era più spazio nel manifesto o si sarà palesato qualche conflitto d' interessi , pertanto, in cotanta accolita di benefattori, il bon ton avrà suggerito di declinare certe profferte.
Oggi, Venerdì 8, festa della Madonna, si può gia gustare un assaggio delle specialità prodotte da 'sì eccelsa arte culinaria e perciò cominciare a smadonnare in aramaico per il paese occluso da tappeti rossi, trespoli in stile blade-runner, alberelli a palla in stile barboncino gay o a mo' di succhiello che faranno la felicità della prostata dei pechinesi al guinzaglio, ma in fondo anche per loro sarà Natale. Immancabile, come le pecore del presepe, la famigerata "mutanda selvaggia", festival del pecoreccio internazionale che fa tanto colore.
E, a proposito di natali, i vagiti dell' ass. TARQUINIAVIVA si sono gia trasformati in un conato abortivo? Perché? E' stato un aborto spontaneo o la pillola del giorno dopo?
Mentre per la rampante nuova PROLOCO le problematiche sono senz'altro più lievi e, per risolverle, basta un trattino, cioé PRO-LOCO: i molti cornetani che frequentano il Caribbe intendono, mentre quelli che se ne stanno a casa loro sarà meglio che intendano.
Concludendo, se vorrete trascorrere un buon Natale o qualsiasi giorno decentemente non potete sperare sui vostri amministratori né su quelli che li fiancheggiano. Questo penso lo possa recepire qualsiasi coscienza di livello appena superiore a "pupe&secchioni".
Bye, e la cometa sia con voi.
e.b.

08/12/2006
L'estate é trascorsa con un bel finale di merda palloniera che, ancor oggi, fa tremolar le chiappe degli addetti allo sproloquio calcistico scritto, parlato e televisionato, tutti atterriti da una strizza sorcina per il rischio corso dalla succulenta fetta di cacio messa a rischio dagli intrugli sportivi e dalle esemplari sentenze; ma si sa, questo é un paese democratico e garantista perciò la pagnotta, specialmente se sgraffignata con maldestra destrezza, viene rispettosamente conservata agli sfortunati sgraffignatori.
Il clangore di cotanta pugna non s'é ancor placato ch'ecco, bell' e apparecchiato, l'ennesimo impiccio della premiata forneria Telecom, qui però si parla di roba industriale e pertanto non si tratta di pagnotte ma di panettoni, per questo s'é verificata qualche incongruenza con la mortadella in un momento delicato in cui, quest'ultima, era impegnata ad affettare il salame da far strozzare alla nazione che, infine, se lo dovrà degustare a mo' di supposta.
Tra i fremiti e i fermenti che percorrono le anime belle della top-class, scosse dallo sconforto d'esser arrivate tardi a mensa, in questi giorni s'é innalzato, con tutta la sua immane disgrazia e grandezza un uomo, un uomo stanco di non vivere che, pubblicamente, ha chiesto di poter morire.
Ebbene, cosa fanno questi signori? Invece di tacere e provvedere, hanno inscenato l'ennesima gazzarra a base di anima, di fede, di etica, di preti ecc. ecc.
Complimenti.
Si deve sperare per l'uomo che, quantoprima, Madre Natura provveda a por fine alle sue sofferenze, senza aspettarsi miracoli da certi santi che dovranno trovarsi altri motivi per le loro contese da pizzicheria.
Saluti e scandali.
e.b.
Tarquinia,03/10/2006
Che pirla c' entra la chincaglieria di plastica o altri materiali con la produzione artigiana che dovrebbe richiamarsi agli stili delle ceramiche e dei bronzi etruschi?
Che dovrebbe?
Si, che dovrebbe, e invece non dovrebbe svalutare una bella forma e una buona cottura con decorazioni e disegni approssimativi e scadenti o viceversa.
Invece questo succede ed é presente quotidianamente nelle rivendite, più o meno ambulanti che esercitano il loro commercio nelle adiacenze dei luoghi d' interesse turistico.
Le cose degli antichi hanno oggi un valore superiore rispetto a quello che ebbero nel momento della loro produzione, perché contengono impegno, sapienza, capacità e buongusto.
Certe riproduzioni contemporanee, nella migliore delle ipotesi, contengono il poco di chi le propone e rendono il commercio misero e deleterio per un turismo consapevole orientato a ricercare nelle tradizioni culturali la contropartita al tempo e al denaro che impegna.